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Ad una cittadina polacca a cui lo Jugendamt avevo impedito qualsiasi contatto con suo figlio, non è rimasta
altra alternativa che rapirlo. Per questo rischia persino la prigione.
Venerdì, verso le 16.00 ha portato via da Düsseldorf suo figlio di 9 anni. I giornali tedeschi hanno riportato che
si tratta di Beata Pokrzeptowicz. Questa mamma disperata lotta da alcuni anni per l'affido ed il diritto di visita.
Questo è stato confermato anche dal portavoce della polizia. Non ha precisato se l'azione è stata portata a termine
dalla madre stessa. Abbiamo saputo dal pubblico ministero che per simili azioni, secondo il paragrafo 235 del codice
penale tedesco, si rischia l'incarcerazione per 5 anni, una pena pecuniaria, o entrambe le pene.
Da fonti non ufficiali sappiamo che la madre è andata in Francia. Da anni, i genitori polacchi discriminati
combattono senza alcun esito e senza alcun aiuto da parte delle autorità tedesche o polacche. Secondo quanto
affermato da questi genitori, solo la Ministro Anna Fotyga ha mostrato interesse. I genitori disperati hanno
informato anche le Autorità internazionali: il Parlamento Europeo, la Commissione per le Petizioni e la Commissione
Europea. Per la maggior parte dei diplomatici polacchi, questi casi sono di secondaria importanza e non rappresentano
un vero problema sociale. Tutt'altra è l'opinione del Deputato europeo Boguslaw Rogalski. Nella discussione al
Parlamento Europeo ha fatto rilevare che ogni bambino ha diritto al contatto ed alla relazione con entrambi i
genitori, così come il diritto ad avere accesso ad entrambe le lingue e culture dei genitori. Questi diritti
vengono continuamente infranti dallo Jugendamt, in caso di bambini nati da matrimoni bi-nazionali.
In caso di separazione lo Jugendamt cerca, con ogni mezzo, di svantaggiare il genitore straniero.
Ai bambini viene negato il
diritto di apprendere la lingua del genitore non-tedesco. Negli incontri controllati, lo Jugendamt proibisce la
comunicazione nella lingua del genitore straniero.
Nei documenti ufficiali delle Autorità si ribadisce fermamente
che l'educazione bilingue è negativa per lo sviluppo dei bambini.
Alla Commissione per le Petizioni sono giunti più
di 250 reclami a proposito dello Jugendamt. D'altra parte, già da più di un anno, la Commissione europea ha constatato
che lo Jugendamt tedesco non rispetta l'Articolo 12 della Convenzione europea. Questo articolo vieta ogni forma di
discriminazione. Lo Stato tedesco ha invece rafforzato queste pratiche discriminatorie. Secondo Rogalski, ciò è
scandaloso. L'assistente di Rogalski, Agnieszka Kuczys, ci ha assicurato che verrà formata una commissione di
lavoro (UEN), a guida del Deputato europeo Rogalski, che si prefigge l'abolizione dello Jugendamt. Anche molti
avvocati e genitori dell'associazione "Genitori polacchi contro la discriminazione dei bambini in Germania" sostengono
l'abolizione dello Jugendamt.
Autore Waldemar Maszewski, Amburgo.
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