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Due bambini binazionali germanizzati sotto gli occhi delle autorità europee
La Storia di Natasha Chudoba, cittadina croata naturalizzata austriaca, e delle sue due figlie, Flora e Fedora, è un esempio caratteristico del combattimento che devono condurre i genitori non-tedeschi per cercare di conservare il contatto con i loro figli. Ma tutto è stato deciso anticipatamente, tutto è già stabilito molto tempo prima. Mentre è all’ospedale nel 2001, lo JUGENDAMT (una istituzione assolutamente NON paragonabile all’Ufficio per i minori in Italia) della città di Graz in Austria sottrae le sue figlie Fedora e Flora.
Gli JUGENDAMT non scelgono mai a caso il momento del loro intervento.
Nonostante l'azione di sostegno di molti cittadini austriaci, le bambine vengono completamente
e definitivamente escluse dalla vita della loro mamma.
Le autorità austriache cooperano attivamente con quelle tedesche perché essa non le riveda più.
Chiedono infatti al padre austriaco della figlia maggiore di trasferirsi vicino al padre tedesco della minore per far credere che si vogliano tenere unite le due sorelle. Una volta sottratti i bambini al genitore straniero quest'ultimo NON LI RIVEDRA' MAI PIU'. L’Austria e la Germania cooperano reciprocamente per sottrarre « legalmente » i bambini. Questo è quanto i tedeschi chiamano cooperazione giudiziaria europea in tema di «Kindeswohl», il benessere tedesco in materia di minori. Tutto ciò è spiegato nel video qui indicato :
La storia di Natasha però non termina con questo video, purtroppo è soltanto cominciata. Nel 2004, dopo l’emissione di questo documentario girato molto prima, la situazione non migliora,
al contrario, Natasha viene allontanata per sempre dalle sue figlie. Il giudice austriaca dichiara infatti a Natasha:
“non rivedrà mai più le sue figlie perché ha parlato del suo caso alla televisione rendendolo pubblico”. Per i genitori stranieri in Germania o in Austria, la sola soluzione per conservare un contatto con i propri bambini è sottrarli a quelle giurisdizioni inique e xenofobe il cui obbiettivo è trattenere i bambini nel paese ed escluderli dall’altra loro lingua e cultura. Anche per Natasha era questa la sola alternativa rimasta: porta sua figlia Fedora in Italia, a Ischia. La polizia italiana, non conoscendo le pratiche tedesche ed austriache usate per la sottrazione legale dei bambini degli stranieri, si è messa agli ordini di Berlino e di Vienna per arrestare questa madre, non solo perfettamente innocente, ma anche vittima della disonestà giudiziaria dei quei paesi. Neppure la stampa locale italiana conosce i metodi usati dallo JUGENDAMT, né i supplizi patiti da questa madre “straniera” ed ignora completamente che non si può fare altro che fuggire dalla Germania e dall’Austria per poter conservare un normale contatto con i propri figli, anche dopo una separazione o un divorzio. http://www.ilgolfo.it/t/storehtm/htm19/3Jul0401f.shtml Natasha, donna handicappata con difficoltà a camminare, verrà incarcerata per un mese a Napoli. Come ognuno di noi può ben immaginare, questo è quanto di più atroce possa succedere ad un genitore, distrugge la sua vita e quella dei suoi figli, per sempre. Per evitare che lo stesso possa succedere alla Dott.ssa Marinella Colombo ed ai suoi figli, ed a tantissimi altri ancora, il CEED ha inviato questa lettera al Ministro della Giustizia, On. Alfano.
Aiutiamo Flora e Fedora |
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