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CEED - Conseil Européen des Enfants du Divorce
association de parents enfants et grand-parents victimes d'enlèvements et de rapts internationaux d'enfants

 
   

  Un appello al Governo ed alla Polizia della Repubblica Italiana :

Non estradate mai anche un solo bambino alla Germania,
senza aver prima verificati capi d'accusa degli enti tedeschi contro i genitori non tedeschi!


La Germania è da molto tempo in calo demografico. Per compensare questa evoluzione negativa, si serve di sotterfugi, arrivando persino ad abusare della buona fede delle autorità straniere per impossessarsi dei bambini altrui. I loro metodi sono accuratamente premeditati e molto ben dissimulati. I bambini sottratti vengono separati dai genitori e posti sotto la supervisione di una istituzione locale per controllo politico della gioventù e delle loro famiglie: lo JUGENDAMT.

Lo JUGENDAMT (che non deve mai essere tradotto con 'ufficio pro-gioventu', ma piuttosto come 4ente per il controllo della gioventù') è una istituzione plenipontenziaria, autoritaria e inattaccabile, la cui unica missione è di mettere le famiglie sotto il suo controllo politico e, nel caso delle famiglie straniere che abitano in Germania, di vegliare al fine che nessun bambino abbandoni il territorio tedesco.
Per raggiungere questo fine, il governo tedesco giustifica tutti i mezzi, anche la violenza fisica e psicologica e la menzogna. La procedura è sempre la stessa: si tratta innanzitutto di trovare un pretesto per porre i bambini e la famiglia (e soprattutto il genitore non-tedesco) sotto il controllo dello JUGENDAMT. Poi di sottrarre (rubare) ai genitori e di appropriarsi uno dopo l’altro dei diritti di tutela sui bambini (normalmente attraverso un semplice fax al giudice o con una sentenza di un tribunale che non ha mai convocato i genitori),
infine di criminalizzare artificialmente i genitori usando dei capi d'accusa estremamente futili, (per esempio una madre, secondo loro troppo protettiva e preoccupata della serenità dei bambini) tutto ciò per mettere i genitori in una situazione di sottomissione originata dalla loro giustificata paura di non rivedere mai più i loro figli in caso non rispettino il 'buon ordine ' tedesco a loro imposto. Non si tratta quindi di null'altro che di un ricatto facente leva sull'amore dei genitori per i loro figli, un ricatto che i tedeschi camuffano gentilmente con la falsa definizione di 'protezione dei minori ' !
In nome di questa 'protezione' i bambini vengono chiusi nella loro stanza da soli con un perfetto sconosciuto che li interroga e redige rapporti la cui veridicità il genitore non potrà mai verificare. Se poi i bambini stessi si rifiutano di obbedire agli obblighi per loro stabiliti dai funzionari dello Jugendamt o di una delle sue istituzioni affiliate, si troveranno a confrontarsi con uno di questi funzionari che gli urla che se non obbedisce verrà fatta intervenire la polizia che lo farà ubbidire con la forza.

Lo JUGENDAMT con le sue innumerevoli associazioni 'satellite', in parte create ad-hoc per dissimulare i flussi e gli interessi finanziari in un sistema nebuloso, è remunerato in proporzione al numero dei bambini sottratti alle loro famiglie biologiche. Questo ente li sistema d'ufficio in asili nidi chiusi e in famiglie affidatarie tedesche. Non si tratta qui di famiglie senza bambini e desiderose di adottarne, non si tratta nemmeno necessariamente di famiglie benestanti, bensì di famiglie ben selezionate unicamente per la loro fedeltà al regime ideologico (personaggi politici, giudici, avvocati, insegnanti di scuola, impiegati pubblici, etc.) e che fa di questi affidi un’ulteriore fonte di introiti. In questo senso il CEED ha costatato che è del tutto possibile che dei bambini vengano sottratti ad un accademico affermato straniero solo per farli educare da una famiglia ignorante tedesca di livello proletario che vive di stipendi infimi e/o di sussidi sociali (vedi l’affare Dr.Pennera / Kühlmorgen sul sito CEED).
Il metro di giudizio dello JUGENDAMT non è né il bene dei bambini né la capacità dei genitori, ma la razza e soprattutto l’obbedienza cieca ed assoluta al sistema politico tedesco.

Molte famiglie affidatarie sono state osservate e a volte anche intervistate dal CEED, esse sembrano fatte in serie in una fabbrica: tutte queste persone parlano lentamente, pacatamente, ripetono come un mantra gli argomenti dello JUGENDAMT e del Governo tedesco e si rifiutatno di discutere quando tali argomenti vengono attaccati con un ragionamentazione logica. Dei genitori adottivi ideali per lo JUGENDAMT, queste famiglie affidatarie “produrranno” degli altri servi del sistema identici a loro stessi.

I bambini rubati dallo JUGENDAMT vengono innanzi tutto fatti passare attraverso a dei posti di 'clearing' (ovvero di lavaggio del cervello), degli stabilimenti che hanno come scopo di far dimenticare ai bambini le loro origini ed i loro genitori, quasi sempre con l'aiuto di psicofarmaci che cancellano la memoria (e danneggiano in parte le cellule cerebrali).  In seguito vengono affidati a tali famiglie “fedeli” al regime politico germanico.

L’opinione pubblica tedesca non si fa nessuna domanda sulla provenienza e la ragione dell'affidamento di questi bambini: se sono stati sottratti ai genitori, sicuramente ci saranno delle buone ragioni!
Il sistema non può sbagliare!

Le famiglie affidatarie inoltre massimizzano così i punti sulla loro cassa pensione (allevare un bambino sottratto in modo 'germano-legale' da diritto a dei punti addizionali sulla pensione). Le famiglie adottive e gli asili nidi che fanno parte della rete JUGENDAMT si dividono delle allocazioni estremamente generose anticipate da tutti contribuenti residenti in Germania, allocazioni che possono arrivare a 3.000 euro al mese per bambino (ed oltre 6.000 euro al mese per bambino, nel caso in cui i piccoli vengano trasferiti in campi segreti tedeschi all'estero, di cui molti in Spagna, in Francia, in Polonia e persino in Italia, campi che esistono all’insaputa dei governi delle nazioni ospitanti).

In sintesi si tratta del più grande commercio di bambini del mondo, un commercio organizzato su scala nazionale, nel cuore stesso dell’Unione Europea!

Ovviamente lo Stato tedesco esige poi dai genitori biologici stranieri il rimborso dei montanti da lui anticipati alle famiglie adottive. I genitori biologici dovranno pagare per dei bambini che sono sì i loro, ma che non vedono e non rivedranno mai più.

Così facendo, il governo tedesco forza i genitori in un vicolo cieco che porta inevitabilmente al fallimento finanziario; si approprierà poi dei loro beni attraverso il pignoramento di stipendi e più tardi dei beni mobili, fino all'invio all'asta dei beni immobiliari con l'aiuto di avvocati e notai, personaggi che, in Germania, non godono di fatto di alcuna autonomia, bensì devono seguire ciò che la politica si aspetta da loro.

Con l’aiuto di questa slavina di procedure truccate basate sull’abuso di potere, il terrore psicologico e la menzogna, il governo tedesco realizza la tanto desiderata 'self fulfilling prophecy' da lui desiderata: dopo aver rovinato finanziariamente i genitori biologici, li userà come 'prova' che 'i genitori biologici stranieri non sono buoni a nulla', o perlomeno 'inferiori ai tedeschi', e dopo averli rovinati psicologicamente con la sottrazione dei loro figli e la catena interminabile di 'perizie' e di 'procedure', li userà come 'prova' che i genitori biologici stranieri sono 'deboli di carattere'.

Nell’esecuzione di tali 'linciaggi', il sistema tadesco non ha paura di servirsi di Kaper stranieri (vedi il sig. Mohammed El-Hmeidi della Adler e.V. nell’affare Dr.Casalegno) come esecutori, per sottrarsi all’accusa di razzismo con l’argomento, che anche degli stranieri fanno parte del sistema. Nemmono ha il sistema tedesco alcun ritegno a criminalizzare qui e là anche qualche famiglia tedesca al fine di 'dimostrare' che non sono solo i genitori stranieri ad essere vittime del sistema dello Jugendamt.

Questi metodi fanno ritornare in mente gli anni 1935-1945. Effettivamente, sono gli stessi metodi, la legge attuale è concettualmente uguale alla legge nazista (ha solo cambiato di nome) e lo Jugendamt è il successore della Jugendwohlfahrt nazista (anche questo ha solo cambiato di nome).

Quando i genitori non-tedeschi si oppongono alla sottrazione ed alla 'germanizzazione' dei loro figli organizzata dal governo tedesco e capiscono che la sola via d'uscita per lasciare questo inferno burocratico e per salvare i loro bambini consiste nella fuga all'estero (nei loro paesi d'origine o in altri), lo JUGENDAMT non si da per vinto.

A questo punto si ricorda delle convenzioni europee, utilizza l'effetto sorpresa e la non-conoscenza di quanto accade sul suolo tedesco delle forze di polizia straniere. Sulla base di un'ordinanza emessa con una seduta a porte chiuse e spesso non notificata nei tempi e nei modi corretti, si richiede il rimpatrio dei minori verso la Germania. Si incaricano le polizie straniere, soprattutto quelle sottostanti alle reti Europol ed Interpol di trovare i bambini e di estradarli verso la Germania.

Le leggi e le convenzioni europee, fino a quel punto bistrattate e dimenticate, vengono ora utilizzate abusivamente come punto di forza giuridico e legale per riprendersi i minori trattenuti fino a quel momento con dei sotterfugi illegali per le leggi europee, ma legali per la giurisdizione tedesca.

Non è raro che la polizia locale, dietro incarico dello JUGENDAMT, scateni una ricerca internazionale per INTERPOL e/o SIRENE/SIS, senza mandato del tribunale e senza informare la magistratura e/o senza che la magistratura, pur essendone al corrente, ne faccia menzione sul dossier d’istruzione (vedi affare Dr.Casalegno sul sito CEED).
Una volta estradati dalle forze di polizia straniere (ignare di essersi rese collaboratrici di un sistema criminale organizzato a livello di tutto lo stato tedesco) e una volta toccato il suolo tedesco, i genitori stranieri non avranno che la scelta tra il suicidio e la depressione: non rivedranno MAI PIÙ i loro figli.

Questa è la verità riscontrata in migliaia di casi quasi identici.


È per questa ragione che, contro lo Jugendamt tedesco, sono in atto centinaia di Petizioni al Parlamento Europeo, è per questo che domandiamo con insistenza ai Governi Europei ed a tutti i Governi del mondo, a tutte le istanze di polizia e di Giustizia, di non estradare mai nessun bambino verso la Germania senza aver prima verificato attentamente tutti gli atti, le prove e la veridicità dei capi d'accusa menzogneri delle autorità tedesche! Ascoltate i Vostri concittadini! Non fidatevi mai delle affermazioni delle autorità tedesche!

Verificate i telefax e i dossier degli avvocati tedeschi, molti scritti sono spesso predatati volontariamente (facendo credere ad un errore di battitura) per indurre le autorità straniere a pensare che le tutte procedure (convenzione dell'Aia, di Bruxelles II e altre) siano già vecchie e quindi già concluse.

Chiedete ai Vostri concittadini, non solo agli avvocati tedeschi che cooperano attivamente con lo JUGENDAMT, se sono state loro notificate tutte le decisioni prese a loro insaputa dai tribunali tedeschi!

Esigete dai tribunali tedeschi e dallo JUGENDAMT una copia completa del dossier per scoprire le ordinanze segrete nascoste, prima di prendere la più minima misura contro i Vostri concittadini, che nella quasi totalità dei casi sono perfettamente innocenti!

Queste domande non sono nate da un antigermanismo cieco, ma sono al contrario il risultato di un decennio di ricerca effettuata su centinaia di casi concreti, continuamente in aumento, di fronte ai quali i Governi Europei, il Parlamento e la Commissione Europea hanno fino ad ora taciuto



La storia della Dottoressa Marinella Colombo non è che una delle tante

Marinella Colombo è cittadina italiana, è nata a Milano, dove ha studiato, si è laureata con il massimo dei voti in lingue e letterature straniere moderne ed ha un ottimo lavoro.
Rinuncia al suo lavoro in Italia e si trasferisce in Germania nel 1996 ove sposa J.Tobias Ritter, cittadino tedesco che non parla italiano e non avrebbe, in Italia, nessuna prospettiva di lavoro. Nascono due figli: Leonardo nel 1998 e Nicolò nel 2002.

Nel novembre del 2006 M. Colombo chiede la separazione. T.Ritter lascia l’abitazione comune nel marzo del 2007 e solo un mese dopo chiede l’intervento dello Jugendamt perché 'i bambini non vogliono passare lunghi periodi con lui'. T.Ritter, il cui fratello è un ex-dipendente ed ora collaboratore esterno dello Jugendamt, fa rinchiudere in una stanza uno dopo l’altro i suoi figli (di anni 4 e 9 !) perché li interroghi un impiegato dello Jugendamt.
[Segnalando i bambini, ci penserà lo Jugendamt a separarli dalla madre non-tedesca. Qui inizia infatti il processo di criminalizzazione artificiale della madre, cioè del genitore non-tedesco]

Nel maggio 2007 si tiene un’udienza in cui la madre, oltre al marito, si trova di fronte:
  - un’impiegata dello Jugendamt
  - un Verfahrenspfleger (letteralmente 'curatore del procedimento', facente parte di una organizzazione menzognosamente definita come 'senza scopo di lucro', affiliata e finanziata dallo Jugendamt),
  - un Umgangspfleger ('curatore dei contatti', un avvocato, a cui è stata affidata la potestà di decidere delle visite dei bambini al padre, incaricato da un altro tribunale e con sentenza emessa senza udienza)

In quest’udienza il giudice non fa che incaricare uno psicologo (di una associazione che detiene il monopolio nella quasi totalità dei tribunali bavaresi, finanziata con gli stessi fondi che finanziano le organizzazioni di cui sopra) di redigere una perizia.
[Marinella Colombo, che pensava di separarsi da suo marito, si trova invece lo Stato Tedesco come controparte]

Questo redige una cosiddetta perizia sulla base di discutibili test psicologici (per es. far disegnare ai bambini la famiglia sotto forma di animali) e con la sensibilità di cui sopra, verso due bambini così piccoli. Cio nonostante ed in mancanza d’altro, lo psicologo scrive che la madre presenta una 'eingeschränkte Bindungstoleranz' (ridotta tolleranza del legame dei bambini col padre), ma conferma che la madre rimane il genitore presso cui devono continuare ad essere collocati i bambini. Qualche mese dopo il tribunale conferma quanto ha deciso lo psicologo.Madre e bambini restano comunque sotto osservazione da parte della polizia, dello Jugendamt e dei vari “curatori”.
[Il “bottino”, cioè i bambini Ritter-Colombo, deve essere ben osservato in modo che non abbandoni la giurisdizione tedesca]

Nel gennaio 2008 M. Colombo, che da più di un anno mantiene i bambini da sola (il padre paga per i bambini un totale di € 450,- solo dopo pignoramento dei conti), perde il lavoro in Germania e si vede offrire un ottimo (per stipendio e flessibilità di orari) impiego a Milano. Comunica quindi di volersi trasferire con i figli a Milano e si impegna a portare a sue spese i bambini dal padre una volta al mese.
[Jugendamt e tribunale sembrano essere celerissimi quando si tratta di vietare ogni movimento alla madre straniera e farle perdere occasioni di lavoro all’estero, ma non si muovono quando si tratta di far valere i diritti di pensioni alimentari della madre straniera contro il padre tedesco]

Pensando di agire in modo corretto ed onesto, Marinella Colombo non sa di aver fatto scattare l’allarme: la madre straniera vuol sottrarre due bambini allo Stato tedesco.
[Purtroppo, non era ancora stata informata dal CEED in questo stadio della procedura]

Senza che lei venga interpellata, il tribunale riceve :
  - uno scritto dallo Jugendamt che si dice assolutamente contrario al trasferimento
  - uno scritto del Verfahrenspfleger, anch’egli contrario al trasferimento (i motivi inventati ad-hoc sono diversi, per es.: 'in una scuola italiana il bambino potrebbe essere identificato come tedesco per via del suo accento e per questo non essere accettato in classe')
  - uno scritto dell’ Umgangspfleger (il 'curatore dei contatti', l’avvocato che controlla le visite e che non vede la madre da mesi, in quanto quando lei porta i bambini dal padre, egli è nascosto in casa di quest’ultimo) e sostiene che la madre non fa ciò che dice.
[Continua il terrorismo psicologico e la criminalizzazione artificiale del genitore non tedesco, secondo lo schema classico che il CEED conosce a menadito]

Il tribunale da quindi incarico allo stesso psicologo di redigere un’ulteriore perizia per stabilire se il trasferimento a Milano non è nocivo per lo sviluppo futuro dei bambini.
[È da assumere che lo psicologo sia stato messo, nel frattempo, politicamente 'sotto pressione' per modificare, nel linguaggio tecnico 'completare', la sua prima 'perizia' il cui risultato non metteva la madre in una luce sufficientemente negativa. Ciò spiega perché lo psicologo non si è presentato alla seconda udienza (vedi sotto). Evidentemente si trattava di uno dei rari psicologhi che non voleva piegarsi e servire agli scopi disonesti dello Jugendamt]

Continua la stessa tortura psicologica sui bambini (che già vengono periodicamente interrogati dagli altri due “incaricati” di cui sopra). In questa seconda perizia si legge che il padre non è adatto ad occuparsi quotidianamente dei bambini, che i bambini devono continuare a vivere con la madre, ma che sarebbe per loro estremamente negativo perdere gli attuali compagni dell’asilo (!) e della scuola (4° elementare), l’ambiente del paese in cui vivono (per pagare le centinaia di euro che esige il marito, M. Colombo deve comunque vendere la casa e trasferirsi in città). Tutti e tre devono quindi restare a vivere in Germania.
[Un proverbio tedesco dice 'quando ha fame il diavolo mangia anche le mosche'. Non trovando nulla a cui attaccarsi, il tribunale e lo Jugendamt tirano il coniglio dal cappello a cilindro: delle scuse ignobilmente futili ed imbecili]

A fine giugno 2008 il tribunale conferma quindi quanto richiesto da Jugendamt ed affiliati e non si preoccupa neppure di nasconderne i motivi, sul verdetto si legge letteralmente:
'un trasferimento a Milano sottrarrebbe i bambini alla giurisdizione tedesca'.
Il permesso di trasferimento viene quindi negato.
Il fatto che la madre non abbia più alcuna fonte di reddito (e la ditta del padre è ufficialmente in perdita) viene liquidato con un 'si trovi un altro lavoro'.
[Per lo Jugendamt il 'bene dei bambini' consta nel restare in Germania a farsi interrogare dai 'curatori' fino a quando riesce a trasformare la loro madre accademica in una barbona. ]

Con aghiacciante sfacciatanggine viene ignorato che dei bambini italo-tedeschi, anche se parlassero con un un accento straniero, non sarebbero mai derisi da dei bambini nord-italiani fondamentalmente educati ad essere modesti ed aperti a tutto il mondo e a (a differenza dei tedeschi) non ficcare il naso nelle vicende private altrui.
Nello stesso tempo viene ignorata dal tribunale la desolatissima realtà tedesca: una dottoressa straniera non ha la minima chance di trovare un’impiego decente in Germania a meno che non si adatti a fare lavori estremamente umilianti (o che abbia la fortuna di trovare impiego in una società non-tedesca basata in Germania, dette società essendo molto rare).
Il 90% dei tedeschi continua al giorno d’oggi ancora a pensare che chiunque non abbia un nome tedesco e non abbia fatto una scuola tedesca sia un’essere inferiore incapace di fare qualsiasi mestiere.
[È largamente conosciuto e provato che quando un responsabile del personale di una ditta tedesca riceve i curriculum, per prima cosa mette tutti i curriculum degli stranieri sotto alle pila dei curriculum dei tedeschi]

Agosto 2008, Corte d’appello: il funzionario del Consolato italiano, da tempo informato di quanto sta succedendo, si presenta all’udienza, ma non viene neppure fatto entrare in aula. Anche quest’udienza, come tutte le altre, si tiene a porte chiuse.
[La “giustizia” tedesca sembra effettivamente “non aver nulla da nascondere”]

Nuovo interrogatorio ai bambini che dichiarano per l’ennesima volta di non desiderare altro che andare con la mamma a Milano (tra l’altro anche per liberarsi di tutti questi “curatori” che di fatto non sono che dei “torturatori”). Si presentano le stesse persone che hanno scritto opponendosi al trasferimento
[fanno parte appunto del sistema e, per legge, non ne usciranno più, anche se si sono contraddetti e squalificati].

Lo psicologo, all’ultimo momento manda un fax dicendo che non potrà essere presente e che poi andrà in ferie. L’udienza è aggiornata al 2 settembre.
[Lo psicologo sembra essere il meno disonesto di tutti i “curatori”, evidentemente a causa di ciò ha paura e cerca di evitare di apparire in tribunale(vedi sopra)]

A settembre si ripete la stessa scena per l’ennesima volta: no al collocamento presso il padre, la madre deve rimanere a vivere in Germania, in pratica agli arresti domiciliari.
[Una situazione identica alla Germania di Hitler e all’Unione Sovietica di Stalin]

Fino a questo punto, questa vicenda si è svolta, per quasi due anni, esattamente come tutte le altre finite davanti alla Corte Europea. Dichiarazioni e sentenze sono state emesse esattamente come pronosticate dal CEED.
Possiamo quindi già scriverne la conclusione, o meglio le due possibili conclusioni a venire:

1. Marinella Colombo resta in Germania con i suoi i figli per i quali già si è preannunciata la terza perizia. Tra l’altro è da notarsi che si tratta di due bambini perfettamente normali, come confermato anche dalle inutili perizie precedenti. Si continua però a cercare in loro qualcosa con cui accusare la madre, e forse, perizia dopo perizia, si riuscirà a rovinarli.Se la madre si oppone, viene classificata come madre che 'non-collabora'. In codice questo significa 'madre a cui vanno sottratti i figli'. Quindi Marinella Colombo resterebbe in Germania per non lasciare i suoi figli, dei figli che le verranno comunque sottratti. (La prassi più comune è che lo Jugendamt prelevi i bambini, all’insaputa dei genitori, direttamente dalla scuola, di preferenza il venerdì. Dopo alcuni giorni o settimane i genitori ricevono notifica/sentenza del tribunale)

2.Marinella Colombo lascia la Germania insieme ai suoi figli. La Germania ne richiede il rimpatrio in base alla Convenzione dell’Aja, alle leggi dell’Unione Europea ed agli accordi bilaterali. Poiché il padre è stato giudicato non idoneo ad un loro collocamento presso di lui, i bambini finiranno in un centro di 'clearing' e poi in una famiglia affidataria, rivedranno (forse) raramente il padre e, di sicuro, mai più la madre.

E’ possibile permettere che questa criminalizzazione artificiale, psichiatrizzazione artificiale e persecuzione di stampo nazista per motivi razziali e polito-economici continui a succedere nel 2008, nel cuore dell’Europa?

Il CEED ha già domandato più volte agli eurodeputati Italiani, a tutti i Governi dell' UE, alla Commissione ed al Parlamento Europeo di prendere misure immediate per la protezione di tutti i cittadini e di vietare senza ulteriore indugio il rapimento ed il commercio di minori, quale è praticato giornalmente e soprattutto in modo 'germano-legale ' dalla Repubblica Federale Tedesca sotto la copertura dello JUGENDAMT e dei suoi tribunali di famiglia.


APPELLO DEL CEED NELL’AFFARE MARINELLA COLOMBO


Il CEED domanda al Governo della Repubblica Italiana e a tutti i suoi dipendenti statali, parastatali e privati a rifiutare l’estradizione verso la germania dei bambini Colombo-Ritter.

Il CEED non mancherà di mettere in evidenza il sistema criminale dello Jugendamt e della non-guistizia tedesca fino a quando l’Unione Europea non si deciderà a smantellare definitivamente lo Jugendamt e ad obbligare la Germania ad applicare i Diritti dell’Uomo.

Il CEED ritiene che, se la Repubblica Federale Tedesca si ostina a non applicare i diritti fondamentali sui quali ogni stato europeo si basa, debba essere ESPULSA dall’Unione Europea.

Il CEED ritiene che la criminalizzazione artificiale di genitori stranieri e il furto di bambini non è un atto di diritto, bensì è UN ATTO DI GUERRA.

Il CEED chiede a tutti i governi di tutte le nazioni dell’ Unione Europea di agire subito, anche senza delibere dell’Unione Europea, con l’aiuto di decreti provvisori, come segue:

  - negando sistematicamente ogni collaborazione con la 'giustizia' tedesca in materia di affari di famiglia,
  - bloccando 250.000 euro di fondi liquidi, beni mobili o di proprietà immobiliari della Repubblica Federale Tedesca o, sostitutivamente, di multinazionali tedesche basate nel loro paese per ogni singolo bambino rubato dalla Repubblica Federale Tedesca,
  - la restituzione dei fondi e la cancellazione delle ipoteche sui beni immobili dovrà essere resa possibile unicamente dopo la provata e definitiva restituzione dei bambini ai loro genitori biologici cosiccome l’ammissione di osservatori neutrali a tutte le udienze,
  - introdurre ogni altra possibile misura diplomatica sulla base del 'tit-for-tat' in modo da creare un deterrente provvisorio ma efficace in attesa di una delibera di tutti gli stati dell’Unione Europea contro la Germania.

La Repubblica Federale Tedesca non rispetta né i cittadini di alcuna altra nazione, né i diritti dell’Uomo, né i verdetti della Corte Europea e abusa dei trattati Europei per commettere rapimenti di minori.

La Repubbilca Federale è quindi da espellere dalla Unione Europea, a meno che non smantelli lo Jugendamt e si adatti al diritto Europeo senza ulteriore indugio.

Alle vittime dello Jugendamt e della 'guistizia famigliare' tedesca, siano esse tedesche o straniere, deve essere garantito ASILO POLITICO in tutte le altre nazioni dell’ Unione Europea.


Clermont-Ferrand, Parigi, Zurigo, il 20. settembre 2008


Dipl.-Kfm. Olivier Karrer Dr Marinella Colombo
CEED Europa Italia


Vedi anche :
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- Petizione di 10 genitori che domanda l'abolizione dello JUGENDAMT al Parlamento Europeo : Petizione
- Intervento della signora Oeschger al Consiglio dell'Europa al Parlamento Europeo, vedere : vidéo


 
 
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