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– Caso Dott.ssa Marinella Colombo – Lettera aperta al Ministro della Giustizia
La Repubblica Federale Tedesca cerca di tenere sotto il
suo controllo
Ci stiamo occupando
del caso della Dott.ssa Marinella Colombo. Quest’ultima
ci ha messo al corrente dei procedimenti SCANDALOSI usati dalle autorità tedesche
nei suoi confronti. Detti procedimenti iniqui, unilaterali, spesso segreti
vengono regolarmente messi in atto nei confronti di tutti i genitori di
nazionalità straniera residenti in Germania. Tutto ciò è inequivocabilmente
confermato dal “working document”
[1]
della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo,
pubblicato il 22 dicembre 2008. La Signora Colombo è
cittadina italiana. Risiede in Germania, si separa dal marito tedesco ed
ottiene, con sentenza del tribunale tedesco,
la collocazione presso di sé dei due figli nati dal matrimonio. Per motivi di
lavoro intende tornare nella città natale, Milano, e pertanto si rivolge al
Tribunale di Monaco di Baviera per regolamentare il diritto di visita del
padre. Una storia simile è
assolutamente banale per qualsiasi giurisdizione europea. Diventa invece un
incubo organizzato nel momento in cui è trattata dal sistema di
giurisdizione familiare tedesco.
[2]
.
Il Governo della
Repubblica Federale ha organizzato il suo apparato, il suo personale e tutta
l’amministrazione ad esso collegata per rispondere ad un solo obbiettivo:
preparare e controllare la decisione del giudice dei minori, con lo scopo di
garantire – oggi e domani – che nessun bambino lasci mai ed in nessun caso il
territorio tedesco.
-
Decisioni
unilaterali e segrete, rese con provvedimenti provvisori, mancata notifica al
genitore non-tedesco, mancanza di protocolli verbali delle udienze
[4]
,
-
Ritiro dell’autorità
parentale in favore dell’amministrazione tedesca
[5]
, prima ancora che il procedimento per il divorzio ed i
diritti parentali abbia avuto inizio,
-
Moltiplicarsi dei
procedimenti, delle persone direttamente coinvolte e delle giurisdizioni
(civile
e penale), sfinimento giudiziario,
-
Falsificazione di
documenti e di traduzioni, produzione di doppioni con contenuti diversi
[6]
,
-
Minacce, ricatti
[7]
e criminalizzazione del genitore non-tedesco
[8]
, condanne penali “a titolo preventivo”, senza
previa audizione, senza notifica, emissione di mandati di arresto
internazionali negli affari civili
[9]
, senza ragioni obbiettive, sulla base di provvedimenti
provvisori unilaterali,
-
Collaborazione
dell’avvocato tedesco con le autorità locali
[10]
, difesa solo formale del genitore straniero
[11]
, concorso unilaterale dei funzionari ufficiali a
vantaggio dell’interesse tedesco, impossibilità del cliente straniero di
rifiutare un avvocato
[12]
,
-
Decisioni emesse
sulla base di supposizioni non fondate anziché sui fatti, invenzione di
motivazioni fallaci, fantasiose e ridicole per creare dei fatti compiuti che
però non saranno
più messi in discussione, menzogne amministrative,
-
Utilizzo di termini
che si prestano a creare confusione volontaria
[13]
, per ingannare le autorità straniere ed abusare della
loro buona fede
[14]
Il Suo collega di
Governo, l’On. Franco Frattini
[19]
, ora Ministro degli Esteri, che si è già confrontato Quando la Sig.ra Colombo capisce che ben presto anche lei, come ogni altro
genitore straniero, non otterrà mai giustizia di fronte a tale sistema, decide
di tornare in Italia. Non intende affatto sottrarre i bambini a suo marito,
come affermano certi funzionari non informati dei fatti, ma fuggire a giusto
titolo un sistema amministrativo iniquo, la cui unica finalità è costringere
madre e figli a risiedere in Germania. Che i Tedeschi
abbiano organizzato il loro apparato giudiziario per impossessarsi dei bambini
altrui con apparente legalità, non meraviglia più nessuno. Sarebbe estremamente
ingenuo pensare che pochi decenni abbiano potuto modificare profondamente il
comportamento di un intero popolo e dei suoi giuristi. Ma che dei giuristi
italiani possano continuare a seguire gli ordini di Berlino sarebbe scioccante.
Poiché la Sig.ra
Colombo ed i suoi figli sono fuggiti dal regime
[21]
dello JUGENDAMT per rientrare in Italia, la signora
viene arrestata dalle autorità italiane su richiesta di quelle tedesche,
incarcerata e poi rilasciata con obbligo di firma. Tutto ciò trascurando che i
bambini vivono con la sola mamma da ormai quasi due anni e la Sig.ra Colombo
è detentrice dell’autorità parentale e del diritto di custodia sui suoi figli.
Questo è incontestabile e confermato dalla sentenza del Tribunale di Monaco di
Baviera e da numerosi altri documenti.
Ill.mo Sig.
Ministro, se le autorità italiane avessero verificato alcuni punti essenziali
degli atti, come avrebbero dovuto fare in virtù del Trattato di Schengen
[22]
, avrebbero respinto le richieste delle autorità tedesche
di estradare la Sig.ra Colombo e rimpatriare i suoi figli in Germania. Non
solo, avrebbero chiesto spiegazioni al
Governo tedesco circa la sua singolare percezionedel Diritto familiare e
dell’equità;
Ill.mo Sig.
Ministro, alcuni punti fondamentali degli atti relativi alla Sig.ra Colombo,
necessitano di urgente verifica :
Il Tribunale vorrà
dunque dire in che misura garantirà i diritti universali dei suoi concittadini
in quel paese, anche alla luce di altri casi, conosciuti dalla Dott.ssa Valeria
Procaccini, Magistrato incaricato presso l’Autorità Centrale, Ministero della
Giustizia, Dipartimento Giustizia Minorile
[26]
. Relativamente alla
qualità dei documenti presentati, al modo in cui si sono tenuti i procedimenti
in Germania, alla strumentalizzazione della Giustizia familiare tedesca a fini
politici
[27]
, relativamente alle gravissime e ripetute violazioni del
Diritto Internazionale, delle distorsioni dei principi democratici perpetrati
in piena conoscenza di causa dai giuristi tedeschi
[28]
, dissimulati in modo autoritario alla comunità
internazionale, relativamente ai dibattiti in programma al Parlamento Europeo
ed all’ONU
[29]
, ci auguriamo
vogliate richiedere ai Vostri servizi, Ill.mo Sig.Ministro, un rapporto
dettagliato del caso Colombo. Se le
affermazioni del CEED si riveleranno corrispondenti ai fatti, allora la
richiesta di estradizionedella Sig.ra Colombo non avrebbe più alcun motivo di
esistere. Quest’ultima è stata arrestata ed imprigionata sulla base di
documenti menzogneri, falsificati e non verificati. In questo caso, né la
procedura penale in corso in Italia, né l’obbligo di firma a cui la signora è
ancora sottoposta, avrebbero motivo di sussistere; dovrebbero essere
immediatamente annullati. Vi preghiamo di voler richiedere ai Vostri servizi
non solo la produzione del primo mandato di arresto, ma anche la copia completa
del dossier dello JUGENDAMT – che è giudice e parte interessata – prima di
procedere ad riesamine della domanda di rimpatrio dei minori conformemente alle
Convenzioni dell’Aja e di Bruxelles II bis. Il CEED prega infine
il Governo italiano di volersi associare ai suoi omologhi francesi, polacchi,
spagnoli ed inglesi, già informati delle pratiche tedesche
[30]
, per richiedere l’impegno della Commissione europea in
un procedimento contro la Repubblica Federale Tedesca avanti la Corte del
Lussemburgo. Olivier Karrer Dr Massimo Casalegno CEED Paris CEED Suisse Paris, en janvier
2009 Zurich, in Januar 2009 Copia : On. Jacques BARROT,
Commissario Europeo Commissario responsabile per il portafoglio Giustizia, Libertà e Sicurezza, Bruxelles On. Marcin LIBICKI, Presidente
della Commissione delle Petizioni, Parlamento Europeo Avv. Dott. Giuseppe
Ezio CUSUMANO, Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Milano
[1]
Qualche estratto : [...] le procedure usate dallo
Jugendamt [...] sono discriminanti nei confronti del coniuge non-tedesco [...]
rendono difficili e persino impossibili i contatti di detto coniuge con suo
figlio [...] sarebbe davvero scorretto non voler riconoscere [...] l'enorme
numero di abusi dei diritti dei genitori, i quali contestano il regime dello Jugendamt
[...] a causa dell'etnia, della nazionalità o della lingua [...] nella quasi
totalità dei casi denunciati alla Commissione delle Petizioni. (PE418.136v01-00
disponibile sul sito del Parlamento Europeo)
[2]
Si parla qui di un sistema amministrativo composto
principalmente dallo Jugendamt
e dal Tribunale.
[3]
Il CEED è in grado di fornire all’On. Ministro le prove
scritte di ogni punto qui elencato, così come già avvenuto dinanzi
al Parlamento
Europeo.
[4]
il protocollo verbale dell’udienza contiene informazioni
di importanza fondamentale, che non appaiono nella sentenza, ma di cui si servono le amministrazioni tedesche nei confronti del genitore
non-tedesco.
[5]
E’ il ruolo del Verfahrenspfleger, generalmente un avvocato
del foro locale.
[6]
Una sentenza identica in ogni punto (No dell’incarto,
data, giudice …) può esistere con due
contenuti diversi.
[7]
Il ricatto facente leva sull’amore del genitore è
praticato in continuazione dalle autorità. Se un genitore -perfettamente
innocente – rifiuta di « cooperare » con lo JUGENDAMT, rifiuta cioè
di obbedire all’ordine tedesco di mettere la sua vita privata sotto il
controllo autoritario di questa istituzione (politica), viene minacciato con la
perdita dei suoi diritti di visita o dell’autorità parentale. [8] Anche se questo sembra inconcepibile, succede spesso che un genitore straniero – anche se ancora sposato – che non si pieghi alle umiliazioni tedesche sia condannato dal giudice per gli affari di famiglia, senza essere ascoltato, ad una pena che arriva fino a 250.000 Euro di pena pecuniaria o a sei mesi di prigione, se recidivo, per il semplice motivo di aver salutato i suoi figli per strada o suonato alla porta del coniuge tedesco. Questa condanna, che ha lo scopo di criminalizzare deliberatamente il genitore straniero, è sempre pronta (per il tempo necessario a germanizzare i bambini), ma non è mai oggetto di delibera pubblica, la magistratura tedesca rifiuta infatti di aprire la procedura.
[9]
Negli
affari civili relativi alla Convenzione dell’Aja o di Bruxelles II bis, le
autorità tedesche utilizzano il mandato di arresto internazionale per obbligare
le autorità straniere ad estradare – sulla base di menzogne – i loro
concittadini nella giurisdizione tedesca, laddove nessun giurista straniero
potrà mai verificare l’iniquità dei procedimenti tedeschi ed ancora meno il
tipo di interventi esterni (Jugendamt, ecc …)
[10]
Secondo
l’art. 1BRAO (codice degli avvocati tedeschi) un avvocato tedesco è tenuto a
cooperare con l’amministrazione. Contrariamente ai suoi omologhi stranieri, non
si impegna a difendere i valori morali universali, ma a difendere l’ordine costituzionale
l’interesse tedesco (‘die verfassungsmäßige Ordnung’, art. 12a BRAO).
[11]
Nelle sale
d’udienza, durante i procedimenti a porte chiuse, gli avvocati tedeschi si
rifugiano nel mutismo. Non difendono il loro cliente. Al contrario tentano nspesso di impedirgli di parlare.
[12]
Anche se il
cliente e l’avvocato fanno sapere ufficialmente al tribunale che non
sono più legati l’uno all’altro,
le autorità tedesche continuano a considerare questo avvocato come
rappresentante legale del genitore straniero.
In questo modo le decisionidi provvedimenti provvisori unilaterali, sempre
sfavorevoli al genitore straniero, vengono confermate nel procedimento
definitivo, senza che quest’ultimo abbia goduto di una difesa effettiva.
[13]
Mentre le
giurisdizioni del mondo intero utilizzano tre termini distinti : 1- autorità
parentale/potestà genitoriale (congiunta o esclusiva), 2- diritto di
custodia (alternato o no) e 3- diritto di visita, i Tedeschi parlano
di “custodia congiunta” (in realtà impossibile, se i genitori non vivono
insieme !) e di “diritto di determinazione della residenza”, nozioni
sconosciute alle autorità straniere e finalizzate a creare deliberatamente
confusione.
[14]
In mancanza
di motivazioni oggettive, le autorità tedesche prendono a pretesto il fatto che
la polizia di un altro stato ha dovuto
intervenire nei confronti del genitore straniero, per ritirargli
DEFINITIVAMENTE la potestà genitoriale.
[15]
Anche se
entrambi i genitori sono di nazionalità straniera, conformemente all’articolo
6.2 GG (GrundGesetz : Costituzione provvisoria), ogni bambino viene lasciato in
custodia ai suoi genitori soltanto finché questi ultimi agiscono in conformità
con l’ordine politico locale e nell’interesse tedesco.
[16]
Ogni decisione relativa all’autorità parentale/potestà
genitoriale o al diritto di custodia è sottomessa al giudizio preventivo dello
JUGENDAMT, secondo i§ 49 FGG, § 1, § 50, § 55 SGB Buch VIII.
[17]
Ciò
che descrive con precisione Danilo Taino nel Corriere
della Sera del 22 dicembre 2008
[18]
In virtù del principio: «il Diritto è tutto ciò che
serve il popolo tedesco, l’ingiustizia tutto ciò che gli nuoce. »
[19]
On. Franco Frattini, ex Vice Presidente Commissione Europea
e Commissario responsabile per il portafoglio Giustizia, Libertà e Sicurezza
dal 22.11.2004 al 7.05.2008.
[20]
La finalità di questi pseudo-esperti non è soltanto di
guadagnare tempo, ma di fornire argomenti di natura pseudo-medica, argomenti ai
quali non ci si può opporre se non con l’intervento di altri
« esperti » tedeschi.
[21]
Questo termine è tratto dal documento di lavoro del Parlamento Europeo. Ved.
nota 1.
[22]
Convenzione di applicazione del Traité
de Schengen, Chapitre II, article 95
al. 6 : ‘Les
Parties Contractantes requises
exécutent la conduite
à tenir demandée
par le signalement en conformité
avec les Conventions d'extradition en
vigueur et le droit national’. Il Diritto italiano prevede davvero che si proceda all’arresto di un genitore italiano, detentore di autorità parentale e diritto di custodia sui suoi figli, solo perché essi si trovano sul territorio italiano ?
[23]
Ved. Traduzione inviata dalle Autorità tedesche a quelle Italiane e la
traduzione giurata.
[24]
Mandato di arresto europeo per conto di AG estera n.
DP8284024809200001.
[25]
In conformità al suo giuramento di difendere l’interesse
tedesco, l’avvocato della Sig.ra Colombo, Sig.ra Friedl, ha tentato di
dissuadere il Console Aggiunto Dott. Dal Degan di partecipare alle
udienze !
[26]
Ved. le richieste formulate dalla Dott.ssa Procaccini
negli atti del Sig. Antonio Orlando.
[27]
La finalità è quella di colmare l’abisso demografico
[28]
La giurisdizione familiare tedesca ed il suo controllo
politico sono stati ripetutamente condannati dalla Corte Europea dei Diritti
dell’Uomo, senza che questo abbia peraltro prodotto l’attesa reazione del
Governo in questione.
[29]
Lo « Jugendamt » sarà oggetto di una seduta
avanti lo Commissario
per i Diritti dell’Uomo dell’ONU nel febbraio 2009.
[30]
Ved. interrogazioni al Governo francese dei senatori Garriaud-Maylam
e Young
su questo tema.
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