CEED - Conseil Européen des Enfants du Divorce - Organisation de parents binationaux contre le JUGENDAMT et ses principes du LEBENSBORN
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CEED - Conseil Européen des Enfants du Divorce
association de parents enfants et grand-parents victimes d'enlèvements et de rapts internationaux d'enfants

 
   

Mandato d'arresto emesso dalle autorità tedesche nei confronti di genitori non-tedeschi
e loro inserimento nel registro SIS II senza base legale.
Caso avv. francese Caroline Boulva



Gent.le Senatrice Joëlle Garriaud-Maylam [ndr. : Senatrice del Senato francese],
Cara Jöelle,

Il piccolo Sascha di 17 mesi, figlio della giurista Caroline Boulva, è stato liberato dalla prigione del Kindeswohl” tedesco la settimana scorsa.
Come Lei sa il bambino era stato trattenuto illegalmente per 9 mesi in Germania dalle autorità tedesche [1] . Mamma e bambino si trovano ora in territorio francese, il piccolo è già stato sottoposto a visita medica e del caso è stata informata la polizia minorile.

La stampa tedesca ha invece riportato il caso per quattro giorni consecutivi, evidentemente a senso unico:
Sueddeutsche Zeitung 17.08.2010 : http://www.sueddeutsche.de/muenchen/fuerstenfeldbruck/eichenau-kind-entfuehrt-vater-wird-eineinhalbjaehriger-bubentrissen-1.989450
18.08.2010 : http://www.sueddeutsche.de/muenchen/fuerstenfeldbruck/vermischtes/eichenau-mutter-verschwindet-mit-kleinembuben-1.989609
20.08.2010 : http://www.sueddeutsche.de/muenchen/fuerstenfeldbruck/vermischtes/bub-aus-eichenau-ein-kind-in-den-muehlen-derjustiz-1.990382
AZ München 19.08.2010 : http://www.abendzeitung.de/print/206396
Münchner Merkur 18.08.2010 : http://www.merkur-online.de/lokales/nachrichten/mutter-verschwindet-buben-polizei-kontrolliert-autofahrer-882269.html

Noterà che la polizia tedesca ha immediatamente lanciato un' azione di grande portata per bloccare tutte le strade ed impedire con mezzi decisamente smisurati che il bambino lasci la Germania. Questa è una tecnica abituale che mira a criminalizzare intenzionalmente il genitore non-tedesco per defraudarlo in seguito della potestà genitoriale; come è possibile che venga tollerata all'interno dell'UE e su quale base giuridica si basa in realtà, considerando i dettagli qui riportati?

Ovviamente – ed anche questo è di prassi per le autorità tedesche – è stato spiccato un mandato d'arresto internazionale nei confronti dell'avv. Boulva, prima o dopo il suo inserimento nel sistema SIS II. Con ciò le si impedisce d'ora in poi qualsiasi spostamento all'interno dello spazio Schengen, neppure per motivi professionali [2] .
In considerazione di quanto ulteriormente riportato di seguito, è assolutamente incomprensibile che in questo caso, come nei numerosissimi altri dello stesso tipo, le autorità francesi abbiano accettato un mandato di arresto europeo in provenienza dalla Germania [3] . In effetti:

1) Il procedimento di divorzio e di affido è depositato in Francia dal gennaio 2010. Il giudice di Parigi che ha stabilito la competenza francese del caso, ma non ha ancora sentenziato, mentre invece i tedeschi sentenziano segretamente, a mezzo fax nel giro di poche ore.
2) Un procedimento penale a carico del genitore tedesco per sequestro arbitrario e violenza aggravata è al vaglio dei giudici parigini dal marzo 2010 ed è stata istruita una commissione rogatoria.
3) Alla stessa data è stato aperto un procedimento per via del pericolo a cui è stato esposto il minore, presso la Procura di Parigi, sezione minori.
4) Una richiesta di rimpatrio secondo il Regolamento Bruxelles II bis è stata trasmessa via autorità centrale/ Ministero della Giustizia di Parigi nel giugno 2010. Per tutta risposta le autorità tedesche pretendono € 1.500,- dall'avv. Boulva, con lo scopo di spostare la competenza dalla Francia alla Germania.

L'iscrizione dell'avv. Boulva nel registro SIS II non è che una delle centinaia di iscrizioni ingiustificate ed illegali alle quali hanno proceduto le autorità tedesche nel corso degli ultimi anni. Esse non hanno altro scopo se non mettere sotto pressione le autorità di polizia (non di giustizia) straniere per costringerle a rimandare i bambini nella giurisdizione tedesca, senza lasciar loro il tempo di verificare i fatti. Una volta il minore in Germania, nessun giurista non-tedesco potrà mai verificare l'equità dei procedimenti, il genitore non-tedesco non avrà MAI un processo equo, perché l'entità politica JUGENDAMT, terza parte in causa nei procedimenti familiari tedeschi, difende il “Kindeswohl” tedesco, l'interesse della comunità dei tedeschi in materia di bambini e nient'altro.

Quali sono i mezzi dati ai genitori non-tedeschi per difendersi, se non hanno mai accesso alle false accuse trasmesse dalle autorità tedesche alle autorità di polizia straniere? Forse ricorderà che una tale falsa iscrizione ha portato le autorità francesi a “deportare” per sempre il bambino Julian Karrer in Germania, senza la benché minima base legale e senza che la Germania fosse competente. In certa maniera è spaventoso constatare che da dieci anni nulla è cambiato. Peggio ancora, in assenza di una reazione decisa da parte dei governi europei, i Tedeschi hanno moltiplicato questo tipo di iscrizioni, che non possono essere definite altro che sleali e nazionaliste.

Dove possiamo agire nel caso di Caroline Boulva e più in generale negli altri casi dello stesso tipo? Chi è il responsabile di SIRENE Europa?
Come informare queste persone della situazione più che preoccupante per tutti i genitori stranieri in Germania, se la Commissione Europea persiste nel sostenere che il Diritto tedesco, finalizzato a spoliare i figli degli stranieri in modo “deutsch-legal”, sarebbe conforme al Diritto europeo ed ai principi democratici imprescindibili all'interno dell'Unione?

Come può la Commissione imporre alle autorità non-tedesche l'applicazione delle decisioni tedesche nella propria giurisdizione e contemporaneamente negare loro ogni controllo sul modo in cui esse vengono rese? I genitori vittime di queste accuse fallaci, dove e come possono venire a conoscenza delle false informazioni che i tedeschi inviano regolarmente alle autorità straniere attraverso il canale della polizia e che nessun genitore non-tedesco potrà mai rettificare, poiché non vi ha mai accesso, se non troppo tardi, quando cioè i bambini sono ormai in Germania nella giurisdizione dello JUGENDAMT?

Penso che urga intervenire nel più breve tempo presso la Commissione Europea ed almeno presso SIRENE Francia ed il Ministero dell'Interno per proteggere i nostri concittadini e tutti i cittadini non-tedeschi coinvolti in casi con le autorità di giustizia familiare tedesca.

Le saremo grati di volerci indicare come un genitore non-tedesco, che si trovi in Francia, in Italia, in Polonia o altrove, possa proteggersi e difendersi contro dei procedimenti tedeschi che sono identici a quelli già utilizzati dai giuristi nazional-socialisti quando si trattò di germanizzare 160.000 bambini sottratti all'estero, facendo credere alla comunità internazionale che si sarebbe trattato di procedimenti rispondenti ai criteri di Diritto civile internazionale. Questi procedimenti criminali di giustizia familiare tedesca sono incompatibili con il Diritto europeo ed i principi democratici dell'Unione.

Mi sembra necessario prendere contatto con il Ministero dell'Interno e SIRENE Francia per informazione e chiedere che vengano presi provvedimenti senza indugio affinché in futuro le autorità francesi non si ritengano più obbligate ad applicare le decisioni tedesche contro i loro concittadini e nella loro giurisdizione, senza poter verificare il fondamento delle stesse, preventivamente, quando cioè sono ancora in tempo a salvare i bambini.

La ringrazio per il supporto ed i consigli che vorrete darci.
Distinti saluti

Olivier Karrer
Presidente del CEED
Tel: 03 33 88 22 31 61
www.ceed-europa.eu

Facebook
http://www.facebook.com/profile.php?id=100000703434772&v=wall&ref=ts

Petizione che richiede l'abolizione del riconoscimento reciproco delle decisioni di giustizia familiare tedesca nei paesi dell'Unione europea.
http://www.jugendamt-wesel.com/PETITION_10_ELTERN/Petition1_10_IT.pdf

Bambini rubati e portati via dalla polizia tedesca
http://www.facebook.com/album.php?aid=19653&id=100000770635923&l=3c0c20753b
Kind von der Polizei in Heimpflege des Jugendamtes gebracht  Lebensborn 2010   Kind von der Polizei gestohlen mit Hilfe der Polizei Lebensborn 2010   Jugendamt Kinder von der Polizei abgeholt Lebensborn 2010   Jugendamt Pflegemutter Kinder Lebensborn 2010
German Police torning child from his parents
to put him in a forster care home or in a family of good and faithful Germans 2009
  Child being stolen by Jugendamt with the support of uniformed and non-uniformed policemen (Il CEED knows his parents) 2009   From german JUGENDAMT stolen young children are brought away under protection of German police. The adults shown are regular German children thieves. 2010   German Pflegemutter" (a state's mother) with stolen children from foreign parents 2010  

The next time, when you will buy a German car, a German household appliance, German equipment of every kind or any other German consumer good (laundry detergent, glue, drug, hygiene products, etc ...) just remember the pictures here above and think twice if there was not a non-German alternative to buy.



[1] Ndr: Né la mamma, né il bambino hanno MAI vissuto in Germania. La signora francese, di professione avvocato, si è recata lo scorso dicembre in Baviera per trascorrere il Natale con il padre del bambino e la sua famiglia. Il genitore tedesco, con l'aiuto dei suoi colleghi, la ha fatta rinchiudere nell'ospedale psichiatrico di Haar, vicino a Monaco, con l'aiuto delle forze di polizia, perché lei non voleva trasferirsi in Germania.
Così le ha sottratto il bambino, allora di dieci mesi, assicurandosi la base legale delle sue azioni e l'affido del bambino grazie allo JUGENDAMT : la donna sarebbe stata una malata psichica e quindi non in grado di occuparsi del bambino. Un'amica ha contattato il CEED ed ha ricevuto il consiglio di interessare i diplomatici francesi e di NON dare mandato a nessun avvocato tedesco. Dopo 5 giorni la signora Boulva, così si chiama, è uscita dall'ospedale e, terrorizzata da questi modi tedeschi, ha subito lasciato la Germania. Aveva però perso suo figlio. Dal dicembre del 2009 non ha più avuto nessun contatto con il bambino. Ormai anche l'opinione pubblica italiana sa che i tedeschi in questo sono molto bravi! In Francia Caroline Boulva ha subito sporto diverse denunzie e chiesto il rimpatrio del bambino, come previsto dal regolamento Bruxelles II bis. Per tutta risposta l'autorità centrale tedesca, Ministero della Giustizia ha preteso da lei € 1.500,- per prendere il caso in considerazione. In caso di mancato pagamento, le autorità tedesche non procedono. Questa è la pressi tedesca che ogni genitore che ha vissuto la sottrazione del proprio figlio in Germania potrà confermare, mentre ad esempio, nella stessa situazione, con il minore in Italia anziché in Germania, lo Stato italiano si fa carico delle spese legali del genitore non-italiano!
In altre parole, è stato sufficiente che mamma e bambino, nati e da sempre residenti in Francia, trascorressero un mese sul suolo tedesco, perché le autorità tedesche a mezzo del padre del bambino, si impossessassero del minore in modo “deutsch-legal” e lo separassero completamente e definitivamente dal genitore francese.

[2] Ndr: Sappiamo - in Italia attraverso il caso Colombo - che le segnalazioni SIS effettuate dalle autorità tedesche restano in vigore per anni, anche quando i minori sono ormai in Germania, deportati in maniera “deutsch-legal”, in modo da tenere lontano il genitore non-tedesco. Sappiamo dal caso polacco di Beata che segnalazioni ed accuse restano in vigore anche quando il genitore tedesco dovesse decidere di ritirare le accuse e chiudere il fascicolo. Lo Stato tedesco procede per conto suo, imponendo la guerra tra genitori che si sono invece riappacificati.

[3] Ndr.: anche nel caso Colombo, benché la Suprema Corte di Cassazione di Roma abbia cassato la decisione del Tribunale di Milano che imponeva l'invio dei minori in Germania, considerando NON illecito il trasferimento a Milano, le autorità tedesche hanno emesso un nuovo mandato di arresto, le autorità italiane lo hanno accettato e agiscono ora contro la propria connazionale, per conto dei tedeschi.


 
 

 
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