(Adnkronos) - "E' un caso che -secondo Silvia Buzzelli- puo' potenzialmente ripetersi ogni volta che un cittadino europeo si sposa con un cittadino tedesco. In caso di divorzio, i figli rimangono comunque in Germania, a prescidere dalla loro volonta' e dal genitore a cui e' affidato". L'Istituto e' stato denunciato presso il Parlamento Europeo dall'euro deputato polacco Boguslaw Rogalski, che aveva sollevato la questione delle "pratiche xenofobe" dello Jugendamt.
Si tratta, secondo Buzzelli, di "un'impostazione non solo discriminatoria, ma anche in un'aperta violazione della Carta europea dei diritti dell'uomo, che all'articolo 8 riconosce 'il diritto al rispetto della vita privata e familiare'". Il conflitto tra Germania e istituzioni comunitare non puo' pero' essere risolto in sede giudiziaria: "Si solleverebbe una questione di sovranita' nazionale. Non e' il diritto - questo il parere di Buzzelli- che puo' dirimere la faccenda Jugendamt, ma e' la politica che dovrebbe intervenire". Rogalski, nella sua interpellanza, dove denuncia il blocco dei 250 bambini, aveva invocato l'intervento della Commissione europea, non ancora avvenuto.
Intanto, Marinella Colombo, a Milano, aspetta la decisione delle autorita' italiane sul mandato di arresto per lei e nasconde i suoi figli. "Attenti pero', come hanno fatto dei giornali, a parlare di estradizione o bambini latitanti -avverte Silvia Buzzelli- perche' non sono loro ad esserlo".






Il guaio è la gnocca
TROVATO IL TESORETTO CE L’HA BERTINOTTI
LA PORNOPOLITICA
la ministra fa paura
uccidere l’azienda