Le relazioni e le discussioni con le famiglie che sono state
penalizzate dall'Ufficio tedesco di assistenza ai minori (Jugendamt)
dimostrano che l'ufficio ha violato le norme dell'UE sui diritti umani.
Le restrizioni poste al diritto di scegliere la lingua in cui i
genitori si rivolgono ai figli durante gli incontri sorvegliati dai
funzionari dello Jugendamt suscitano particolare preoccupazione. Sulla
base di un'errata interpretazione del principio di «Kindeswohl»
(interesse del minore) che non trova fondamento nella legislazione, i
funzionari dello Jugendamt possono prendere decisioni sul futuro del
bambino e molte di queste sono contrarie ai desideri di uno o di
entrambi i genitori. Tale prassi è contraria alla Convenzione per la
salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e alla
Convenzione sui diritti del bambino.
È la Commissione a conoscenza del fatto che lo Jugendamt attua tali
pratiche? In caso affermativo, come intende obbligare la Germania a
rispettare il diritto internazionale, con particolare riferimento al
diritto di scegliere la lingua utilizzata durante i colloqui tra
genitori e figli (vedi, tra l'altro, il paragrafo 116 della risoluzione
parlamentare del 16 gennaio 2008 intitolata «Verso una strategia
dell'UE sui diritti dei minori»)?