... il regolamento europeo „Bruxelles II bis“, relativo alla giurisdizione e al riconoscimento delle sentenze in materia familiare e di potestà genitoriale, entrato in vigore nel 2005, non poteva dare soluzione ai casi ancora troppi numerosi di genitori separati dei loro bambini ...
Traduzione del Dibattito parlamentare su un’interrogazione al Governo
Sottrazione internazionale di minori: diritto di custodia e diritto di visita transfrontaliera
Interrogazione orale senza dibattito n. 0105S della
Senatrice francese Joëlle Garriaud-Maylam
L’On.le Joëlle Garriaud-Maylam attira l’attenzione del Ministro della Giustizia sul problema del trasferimento illecito di minori nell’ambito di famiglie bi-nazionali. L’applicazione delle convenzioni multilaterali, preposta a regolare questi conflitti nell’interesse delle famiglie, si rivela spesso insufficiente e conduce a separazioni ingiustificate tra il minore ed uno dei suoi genitori. Così, la Convenzione dell’Aja del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, finalizzata ad assicurare il rientro dei minori ed i diritti di custodia e di visita, non sempre raggiunge il suo obbiettivo. La Commissione speciale della Conferenza dell’Aja nel suo bilancio del novembre 2006 ha segnalato che, nonostante l’obbligo delle autorità centrali degli stati contraenti a far rispettare il diritto di visita transfrontaliero (art. 21), quest’ultimo non viene garantito.
Inoltre, molti dei nostri compatrioti, soprattutto donne, sono impossibilitati a sostenere le ingenti spese giudiziarie di certi paesi, come gli Stati Uniti, e non beneficiano dell’assistenza legale e giuridica alla quale avrebbero diritto in base all’art. 25. La barriera linguistica e la complessità dei sistemi giuridici stranieri spingono spesso il genitore straniero a far ritorno al suo paese d’origine insieme ai figli, nel quale ritiene, in buona fede, di potersi meglio difendere.
Può la Repubblica francese accettare di rimandare un bambino nel paese che ne richiede il rimpatrio, senza aver avuto in cambio le garanzie che il genitore francese potrà difendersi ed esercitare effettivamente il suo diritto di visita ?
L’entrata in vigore del Regolamento europeo detto Bruxelles II bis, relativo alla competenza, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e di responsabilità parentale non ha permesso di risolvere i casi ancora troppo numerosi di genitori separati per sempre dai loro figli. L’applicazione diretta di ordinanze di uno stato membro [ CEED: la Germania ] negli altri stati membri può rivelarsi catastrofica quando le decisioni sono prese unilateralmente, in segreto ed in assenza di procedimento contraddittorio [ CEED: senza audizione e senza udienza in tribunale come d'uso in Germania ].
Questa situazione è stata osservata numerose volte, e più precisamente in Germania [ CEED: giornalmente ], dove le decisioni amministrative prese dallo “Jugendamt” sono direttamente applicabili nei confronti del genitore straniero [ CEED : dove è d'uso corrente considerare non-tedeschi anche i cittadini tedeschi di origine straniera ], senza che si sia mai proceduto alla sua audizione. Inoltre è pregiudizievole il fatto che certi paesi non ammettano il principio dell’autorità parentale congiunta o che la filiazione non sia riconosciuta al padre di un bambino nato al di fuori del matrimonio, in nome di in diritto di famiglia interno.
Per quanto riguarda gli alimenti, è giusto che i nostri tribunali [ CEED: dei Minori ] accettino l’exequatur [ CEED : delle decisioni tedesche] senza tener conto di una situazione in cui di fatto il genitore debitore nei confronti del genitore [ CEED:
o dell'istituzione Jugendamt ] che detiene il diritto di custodia non può esercitare il suo diritto di visita o mantenere il contatto
[ CEED: con i propri figli ] ?
La concessione di un aiuto giuridico effettivo ai nostri concittadini all’estero sembra indispensabile, così come anche l’utilizzo di videoconferenze per quel genitore che non ha le possibilità di presentarsi avanti i tribunali stranieri. Non sarebbe inoltre opportuno approfondire la formazione in diritto internazionale della famiglia alla scuola nazionale della magistratura o nominare anche, in ogni corte d’appello, un magistrato competente sul tema di trasferimento internazionale illecito di minori ?
Mentre la Francia ratifica la Convenzione dell’Aja del 1996, sarebbe bene conoscere quali misure intende prendere il Ministero della Giustizia per meglio difendere lo spirito di questa convenzione e proteggere i genitori francesi da decisioni che non sempre tengono conto dell’interesse superiore del bambino.
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